Prima di tutto
se il pappagallo è già adulto e non allevato a mano,
ci vorranno parecchi mesi prima di poter avere dei risultati,
anche piccoli.
Bisogna che passi tempo con il tuo pappagallo, lasciandogli il
tempo per ambientarsi a te e ad aver fiducia.
Inizia semplicemente parlandogli dolcemente, tienilo vicino nella
gabbia mentre leggi, guardi la tv o fai qualche lavoretto.
Poi prova ogni giorno ad offrigli qualcosa di buono, dalle tue
mani tra le sbarre. Per le prime settimane non scoraggiarti, perchè
non cederà né accetterà ! Dagli tempo...e
vedrai che prima o poi proverà ad avvicinarsi per prendere
il cibo dalle tue mani (ciò che gli dai deve essere un
premio, quindi qualcosa non nell'alimentazione di base).
Una volta preso confidenza con te e le tue mani, fai la medesima
operazione passando le mani all'interno della gabbia. Quando anche
questo sarà fatto (e qui potranno già essere passati
4-6 `mesi o più), inizia provando a farla salire sulla
tua mano (basta un leggera pressione della mano tra le zampe e
il petto).
Molto importante ! NON prenderla mai con forza né tanto
meno stringerla tra le tue mani.
Linsegnamento
si basa su quattro semplici comandi (su, scendi, no, va bene).
E non prevede mai punizioni violente (anche perché con
il pappagallo sono perfettamente inutili). Come a scuola, lambiente
di studio è importantissimo. Le lezioni devono essere fatte
in ambiente neutro, che non e vissuto dallanimale come un
suo territorio. Per esempio una stanza diversa da quella in cui
sta di solito. Lobiettivo finale deve essere comunque quello
di ottenere obbedienza anche quando il pappagallo si trova nella
sua gabbia. Il metodo deve essere seguito con costanza: le lezioni
vanno ripetute una o due volte al giorno. Evitate però
di sfinire lanimale: non impegnatelo più di 15-20
minuti e lasciate passare almeno due o tre ore tra una lezione
e laltra.
Come per tutti i bravi insegnanti, le buone maniere sono essenziali.
Prima di iniziare la lezione. Fate un bel respiro e assicuratevi
di essere tranquilli e rilassati. Altrimenti, la lezione non avrà
successo: i pappagalli sono animali sensibili. Se avvertono il
vostro nervosismo si rifiutano di proseguire. O possono diventare
aggressivi. Quindi, sorriso sulle labbra e voce ferma ma gentile.
Pronunciate ogni comando come se vi aspettaste che il pappagallo
lo esegua. Se non lo fa, niente sgridate (questo uccello adora
le urla, continuerebbe a ignorare i comandi per godere delle vostre
grida). Meglio una bella occhiataccia. E alla fine di ogni lezione,
se è stato un bravo allievo, non negategli una gratificazione:
un bocconcino o una carezza.
Una volta fatte
queste premesse, passiamo ai comandi veri e propri. 1 primo è
«Su». Quando lo pronunciate, il pappagallo dovrà
salire sulla vostra mano. E dovrà anche impa rare a non
saltare sulla mano di chiunque (o sulla vostra) quando ne ha voglia.
Al secondo comando. «Scendi», il pappagallo dovrà
imparare a scendere subito dalla mano, per posarsi su un oggetto.
Per esempio, rientrare nella gabbia, oppure trasferirsi sul trespolo.
Tenete presente che questi animali preferiscono sempre salire
piuttosto che scendere, perciò, per il co mando «Su»,
tenete la mano leggermente al di sopra del trespolo, per il comando
«Scendi» al di sotto. Questa deve essere distesa e
parallela al trespolo.
Il terzo comando è «No». Usatelo quando il
pappagallo fa qualcosa che non va. E ricordatevi che non serve
strapazzarlo. E un animale sensibilissimo alle espressioni del
viso. Basterà accompagnare il comando a uno sguardo severo
e piano piano lui imparerà ad associare lordine a
un suo comportamento poco educato. La quarta parola chiave, «Va
bene», è invece un modo per far capire al pappagallo
che può fare qualcosa. Se, per esempio, vedete che vuole
salire sulla mano di un ospite (e questultimo è daccordo)
ditegli «Va bene». Limportante è associare
sempre gli stessi gesti agli stessi ordini: questo animale intelligente
non tarderà a capire che sono collegati.
Spesso i primi segni di nervosismo che vengono notati dal proprietario, sono il tentativo di fuga, le ringhiate o altre vocalizzazioni per comunicare la paura o il disagio. A questo punto è già passata inosservata la miriade di segnali che hanno preceduto questo comportamento più evidente portando il pappagallo al limite dellaggressione. Un altro punto importante da considerare è che la maggior parte delle informazioni disponibili sui pappagalli non incoraggiano la sensibilità. Spesso si consiglia di assumere un comportamento dominante e aggressivo nei confronti di un pappagallo, come assicuratevi che sappia chi è il capo, e non fategliela passare liscia, ecc. Generalmente si tende a voler dominare un pappagallo piuttosto che a cercare di costruire un sodalizio. Laggressività serve solo ad aumentare le possibilità di essere beccati, perché è lunico modo nel quale un pappagallo può esprimersi con dei padroni sicuri di se ed insensibili.
I pappagalli beccano principalmente per questi motivi:
Il gioco:
Per i pappagalli, esplorare con il becco le dita di una mano o
altre parti del nostro corpo e un comportamento istintivo. E il
modo naturale col quale i giovani pappagalli ottengono informazioni
su quello che li circonda. E responsabilità del proprietario
far capire al pappagallo fino a che punto può investigare
le dita o altri oggetti. Un secco No e simile al suono che farebbe
un pappagallo adulto in natura per comunicare a un giovane che
ha esagerato
.
Aggressività territoriale:
In natura e in cattività i pappagalli proteggono istintivamente
il loro territorio. In natura un pappagallo si lega con un suo
simile e proteggerà dagli intrusi il territorio dove si
trova il loro nido. Anche i pappagalli in cattività si
legano ad un loro simile o spesso all' uomo. Quando succede, possono
difendere con aggressività il loro territorio dagli intrusi.
Possono imparare facilmente che beccare e l' unico modo, o il
migliore, per cacciare via delle persone dal loro territorio.
Paura:
Come gia detto, molti pappagalli beccano perché hanno paura
di un atteggiamento troppo aggressivo. Questa e anche una reazione
istintiva collegata allistinto di sopravvivenza. Se il pappagallo
si trovasse in natura, potrebbe semplicemente volare via. Tuttavia
a molti pappagalli in cattività e stata negata questa capacita
e beccare costituisce lunica risorsa che hanno.
Aggressività
appresa:
Alcuni pappagalli imparano a beccare per ottenere qualcosa che
desiderano. Questa aggressività appresa può manifestarsi
in molti modi. Un pappagallo potrebbe imparare che se da una beccata
leggera sul braccio del suo proprietario mentre sta mangiando
una ciambella, potrebbe riceverne un pezzetto per farlo smettere.
Un altro pappagallo potrebbe imparare che se morde un dito del
proprietario, verrà lasciato in pace sopra alla sua gabbia
o su una spalla, anche se solo per il tempo necessario per essere
spostato in un altro modo. Quando un pappagallo ha beccato per
la prima volta una persona, potrebbe cominciare a imparare che
e un buon metodo di comunicazione con gli umani. Qualsiasi comportamento
che venga rafforzato ha la probabilità di essere ripetuto.
Per evitare
di essere beccati:
Iniziate a stabilire un rapporto positivo con il vostro pappagallo.
Evitate di obbligar a fare quello che non vuole. Per molte persone
potrebbe essere difficile capire questo concetto, considerando
che la maggior parte delle volte si consiglia di dominare il pappagallo.
Inoltre, molte persone tendono ad assumere un comportamento dominante
con altri animali, come i cani, o anche nei confronti di altre
persone. A loro sembra che questa strategia comunicativa funzioni
bene. Bisogna opporsi a questa tendenza naturale stabilendo un
rapporto con il pappagallo basato sulla comunicazione. Questo
è il primo passo per stabilire un rapporto paritario.
Il proprietario deve anche sensibilizzarsi per capire il linguaggio
del pappagallo. Dovrà imparare a interpretare il suo linguaggio
corporeo per capire cosa gli comunica. Poi dovrà rispettare
le sue scelte e permettere al pappagallo di avere un ruolo paritario
nel rapporto, e non considerarlo come un oggetto. Il proprietario
dovrà imparare a chiedere e non a ordinare. Dopotutto,
in natura nessuno obbliga un pappagallo a fare quello che non
vuole, tranne i predatori. Ce un' altra cosa che il proprietario
dovrà fare per migliorare il rapporto con il suo pappagallo:
accettare la responsabilità per ogni beccata. Bisogna che
capisca che ogni beccata e stata o provocata o insegnata.Quando
accetterà questa responsabilità inizierà
capire che le cicatrici sono un segno di insensibilità
non di coraggio.Questo gli permetterà di gettare le fondamenta
per stabilire un buon rapporto con il proprio pappagallo.
Ciao :-)
fonte: Dr. Gino
Conzo