|
|
|
Allevavo ancora piccoli granivori esotici quando su un libro vidi la foto di un maschio di loricolo dalla corona blu.
Fu un colpo di fulmine, iniziai a domandare a tutti i commercianti da me conosciuti se fosse possibile ottenerne una coppia ma i risultati furono deludenti. Mi accontentai di un bel maschietto con al promessa di essere avvertito se si presentavano delle femmine.
L'attesa si protrasse per circa un anno quando finalmente ottnni non solo l'agognata femmina ma anche un'altra coppia.
|
Alloggiati nel mio allevamento si dimostrarono subito molto confidenti e bene alimentati diedero inizio ad una muta complicata, tanto complicata che alla fine mi regalò 3 maschi e una femmina. Non mi persi d'animo e contattai un amico allevatore Belga che con mio sommo stupore in poche ore mi trovò un allevatore che non solo aveva le femmine ma che qull'anno ne aveva allevati qualche decina. In settembre mi recai perciò ad acquistare le femmine che avevo nel frattempo prenotato ed effettivamente ebbi anche la gioia di osservare una voliera di 4 x 4 x 4 piena di giovani galgulus. |
|
Tornai a casa con una femmina di un anno ed un'altra femmina più vecchia che aveva già riprodotto e che aveva la particolarità di avere ben evidente il bavagliolo rosso e la corona blu. L'unica differenza di maschi era la macchia gialla sulle spalle che era color ocra e il codione color rosso mattone.
A questo punto mi ritrovai con tre belle coppie e tanta speranza.
Il 24 di Dicembre mi attendeva già una bella notizia : la prima coppia alloggiata in un gabbione tipo canarini di 120 x 40 x 40 depose il primo uovo.
In tutto la femmina depose 6 uova risultate non fertili e ripetè la cosa a distanza di 45 giorni per tre volte.
Sconsolato tolsi il nido per non affaticare la femmina ma feci un errore perchè forse stressata dal mio intervento la coppia morì in pochi giorni.
|
|
Nel frattempo la femmina giovane acquistata in Belgio mi aveva lasciato per cui mi ritrovai nuovamente con due maschi ed una strana femmina. Caso volle che osservai il maschio rimasto spaiato chiamare la strana femmina che gli rispondeva ignorando completamente il mschio da me assegnatogli. Detto fatto. Cambiai il maschio e alloggiai la coppia in una gabbia più grande 120 x 70 x 50 ben infrascata e munita del nido della prima sfortunata coppia. Non attesi molto. Sotto la corte assidua del maschio la femmina capitolò e un mattibno depose un bell'uovo. Il problema fu però che il secondo lo depose dopo 10 giorni. Quello che avevo letto su di un articolo doveva essere vero: le femmine in età avanzata a volte mostrano il bavagliolo rosso. |
Comunque la femmina non diede nessun problema e si mise a covare con buona volontà.
Alla speratura solo il primo uovo risultò fecondo e dopo 18 giorni dalla deposizione nacque un bel pulcino implume che crebbe bene per 24 giorni fino alla sua morte inspiegabile.
Dopo questa prima esperienza la femmina andò in muta e io forte della prima esperienza le propinai dosi abbondanti di sali minerali solubili ed in polvere oltre alla solita dieta più varia possibile.
La muta passòl senza problemi e circa tre mesi dopo la prima deposizione la femmina iniziò nuovamente a frequentare il nido.
Anche questa volta depose un uovo, poi un altro a distanza di tre giorni ed infine un terzo a distanza di 10 giorni.
Stavolta però le uova risultarono tutte e tre feconde e dopo 19 giorni nacque il primo pulcino. Il scondo nascqu dopo 20 giorni ed iul terzo dopo 28 giorni dalla deposizione del primo uovo.
Tutti e tre furono alimentati egregiamente e dopo 48 giorni i primi due giovani fecero la loro comparsa nella gabbia, subito alimentati con amore dal maschio che mai era entrato nel nido.
Il terzo rimase nel nido ma non mi preoccupai abituato ai forpus ed ad altri pappagalli che escono dal nido a scaglioni e vengono ancora alimentati nel nido.
Sbagliai. La femmina no rientrò più nel nido e tre giorni dopo lo sfortunato ritardatario era morto.
Non ripetei l'errore nella terza covata.
|
Anche questa volta la femmina depose un uovo ed il secondo a distanza di 12 giorni. Il primo pulcino lasciò il nido a 43 giorni ma questa volta controllai subito le condizioni del secondo che ancora doveva finire di impiumarsi. Il gozzo era vuoto e la femmina non rientrava più nel nido. |
![]() |
Questa volta però aiutai io la natura imbeccando tre volte al giorno il piccolo nel nido con una pappina molto liquida per circa 10 giorni finchè ancora non atto al volo il piccolo uscì dal nido.
La cosa più bella di questa nuova esperinza è che non solo il padre si precipitò ad imbeccre il fogliolo ritrovato ma anche il fratello più grande, che nel frattempo aveva già imparato ad autoalimentarsi partecipò all'alimentazione dello sfortunato pulcino aiutandolo a riprendersi e ad imparre a volare.
Dopo questa esperienza la coppia si è riprodotta ancora con successo e diverse volte ho dovuto aiutare un piccolo ritardatario.