- L'UCCELLO
TOPO A NUCA BLU
- (UROCOLIUS
MACROURUS)
di
Enzo Patanè
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"Allevamento
Agata" |
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Nome inglese:Blue-naped Mousebird
Nome francese: Coliou huppé
Nome tedesco: Blaunackenmausvogels
DISTRIBUZIONE
In una fascia tra 10°N e 20°N
dalla costa occidentale tra Sudan, Etiopia e Somalia attraverso
l'est Africa e i contorni dello Zaire Orientale.
GENERALE
L'uccello topo nuca azzurra f aparte
di un afamigli adi uccelli presenti soltanto nel continente africano.
Fanno parte di questa piccola famiglia
6 rappresentanti:
- Colius
striatus
- Colius
leucocephalus
- Colius
castanotus
- Colius
colius
- Urocolius
macrourus
- Urocolius
indicus
Sono uccelli dei paesi semi
desertiici e possiedono caratteristiche molto particolari.
Dato la loro piccola taglia
insieme al collo e alle gambe corte potrebbero essere presi facilmente
per passeri dalla lunga coda e infatti nelle prime classificazioni
inclusero gli uccelli topo nell'ordine dei Passeriforme.
I loro movimenti striscianti
attraverso la vegetazione, spesso ricordano quelli dei piccoli
roditori e sono responsabili per il nome datogli.
Questo caratteristica insieme
alla loro isolita abitudine di appollaiarsi verticalmente attira
immediatamente l'attenzione.
Nel complesso sono uccelli grigiastri o marroni e snelli e code
sottili e molto lunghe.
So uccelli arborei e si affrettano
attraverso le foglie come roditori in ricerca di bacche, frutta
e gemme. Tutta la famiglia ha artigli forti e dita del piede esterne
e invertibili e corte creste.
ALIMENTAZIONE
Si alimentano principalmente
di frutta ma integrano questa dieta con foglie, fiori e gemme.
E' interessante che le popolazioni
africani sono diminuite in molte aree (notevolmente in Nigeria)
mentre sono aumentate in Senegal. È probabile che l'introduzione
di alberi da frutta dall'Asia ha contribuito a questo successo.
CASO DI RIPRODUZIONE IN CATTIVITA
DELL'UCCELLO TOPO A NUCA BLU
Qualche anno fa, girovagando su Internet mi
imbattei in alcune foto di uccelli africani che attirarono immediatamente
la mi attenzione. Pur non presentando colori sgargianti risultavano
affascinanti grazie alla lunghissima coda ed al ciuffo retrattile.
Non avevo mai visto nulla de genere e fra me e me pensai che se
mi fosse capitata la possibilità mi sarebbe piaciuto tentarne
la riproduzione.
Non esitai, pertanto, quando nel dicembre 2003 mi offrirono quattro
soggetti di sesso indeterminato e qualche giorno dopo i quattro
sconosciuti facevano bella mostra di se in una gabbia di 100 x
70 x 50.
Nel frattempo mi ero informato sulle loro abitudini alimentari
e riproduttive trovando, a dire il vero poche notizie, persino
su Internet, eccezion fatta per un dito americano che mi diede
qualche utile spunto per mantenere in buona salute questi uccelli.
Fornii loro un mix di frutta e verdura a pezzettini al quale aggiunsi
riso bollito e cus-cus, un pastoncino per uccelli frugivori a
basso tenore di ferro, nettare per lori e acqua per il bagno.
Come mia abitudine, li alloggiai insieme, senza nidi, per circa
6 mesi in modo da abituarli alla mia presenza, al cibo ed alle
nuove condizioni ambientali.
Nel contempo notai alcuni tratti fondamentali:
Sono uccelli completamente frugivori e non accettano prede vive
( neanche nel periodo riproduttivo - come spiegherò in
seguito)
- Sono uccelli completamente arboricoli
che scendono raramente al suolo, neanche quando ciò è
necessario per nutrirsi o dissetarsi;
- Bevono pochissimo e non amano fare il
bagno - segno inequivocabile della loro provenienza da territori
aridi;
- Non amano volare ma preferiscono arrampicarsi
sulle maglie della gabbia e sui rami, predisposti all'occorrenza,
per spostarsi da un punto all'altro;
- Sono molto sociali e mano stare tutti
insieme a pulirsi reciprocamente e durante la notte si appendono
in circolo con la coda in basso in modo da formare una sorta
di finto ramo;
- Quando devono nutrirsi di bacche o alimenti
di una certa dimensione usano i piedi come uno strumento per
portarsi il cibo alla bocca, alla stregua dei pappagalli.
Il primo problema da superare fu la determinazione
del sesso in quanto a prima vista non si notavano segni di dimorfismo
sessuale.
Risolsi con un metodo, diciamo così, antico, osservadone
il ventre e decidendo il sesso come si usa fare per i canarini
( per la cronaca oggi preferisco sessarli con il metodo del DNA).
Risultarono 3 maschi e una femmina.
Scelsi il maschio che si dimostrava più sessualmente ricettivo
e formai una coppia che isolai in una gabbia di 100 x 50 x 50.
Fornii loro un nido per canarini che infrascai con delle fronde
finte di abete recuperate dal natale appena trascorso e provai
a fornire prede vive ( tarme della farina, camole del miele, pinkies,
grilli, etc) senza, peraltro che fosse mostrato alcun interesse.
Notando la predisposizione a sfregarsi dentro il contenitore del
pastone, fornii un altro grosso contenitore di sabbia che fu accettato
con entusiasmo e usato per lunghi bagni di sabbia.
Come materiale fornii fili di iuta e poco cotone.
In un lampo tutto il materiale svani' finendo in modo non proprio
ordinato dentro il cestino di vimini.
L'operazione si ripetè diverse volte nei giorni successivi
finche il nido non debordò di fili di iuta in ordine sparso.
Iniziavo a dubitare sul mio messaggio quando una sera osservai
finalmente l'accoppiamento e due giorni dopo un uovo azzurrino
con fitte punteggiature marroni fece capolino in mezzo al disordine
del nido.
Furono deposte due uova ( nelle covate successive il numero è
variato da due a quattro) e la femmina si mise a covare dopo il
primo uovo con un'assiduità davvero ammirevole, paragonabile
a quella di una canarina.
14 giorni dopo 2 piccoli pullus grigiastri facevano capolino nel
nido.
Nonostante che io fornissi prede vive a volontà i piccoli
furono allevati esclusivamente con il mix di frutta e il pastoncino.
A parte fornii kiwi tagliati a metà nel senso più
lungo che furono letteralmente divorati per imbeccare i piccoli.
I piccoli crebbero velocemente e uscirono dal nido dopo 21 giorni
rendendosi indipendente dopo altre due settimane.
Al messaggio con DNA risultarono due maschi.
- 25.06.2005
- Enzo Patanè