CORDON BLU
(Uraeginthus bengalus)
di Enzo Patanè
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"Allevamento
Agata" |
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Nome scientifico: Uraeginthus bengalus
Nome inglese: Red-cheeked Cordon - bleu
Il genere uraeginthus comprende
alcune delle più belle specie di astrildidi presenti nelle
nostre voliere e il Cordon blu, probabilmente rappresenta il componente
più comune e più a buon mercato reperibile in commercio
DISTRIBUZIONE
Sud est della Mauritania,
Senegal e Gambia, Mali, parte settentrionale del Ghana, parte
meridionale del Niger, del Ciad e del Sudan, sud dell'Etiopia
fino all'Uganda, parte occidentale del Kenya, Camerun, Repubblica
Centro Africana, Zaire e Rwanda
E' distribuito nella maggior parte dell'Africa centro occidentale
sopra i 1800 metri di altezza. Nelle sue terre di origine è
un uccello molto confidente abituandosi a vivere nelle vicinanze
di villaggi, parchi e giardini.
DESCRIZIONE
E' un uccello lungo intorno
agli 12,5 13 cm. La livrea del maschio adulto è inconfondibile
Le guance, la parte superiore del petto e dei fianchi e la coda
sono di una bella tonalità di blu, le parti superiori sono
brune e il ventre color camoscio. Sulla guancia spicca una bella
macchia rosso brillante. La femmina manca della macchia rossa
e le parti blu sono meno estese e di una tonalità più
sbiadita.
La femmina di cordon blu è facilmente confondibile con
quella dell'astrilde blu da cui differisce soltanto per la taglia
e per il becco che presenta il rosso più esteso che nella
cugina.
I giovani assomigliano alle femmine ma presentano il becco completamente
scuro.
MANTENIMENTO E ALIMENTAZIONE
Appena importato necessita
di caldo e di cure in quanto piuttosto delicato ma, una volta
acclimatato risulta piuttosto rustico e ben si adatta alla vita
in gabbia. Necessita di una miscela di semi di tipo B, verdura.
Il mangime vivo è essenziale per mantenerlo in buona salute.
Può essere alloggiato in gabbie di 45 cm di lunghezza,
ma difficilmente si riprodurrà. Se alloggiato in una gabbia
di almeno 100 cm o in una voliera invece si riprodurrà
prontamente.
COMPATIBILITA'
E' un uccello non aggressivo
che può convivere tranquillamente con altre specie di astrildidi.
Nello stesso contenitore non possono però coesistere più
maschi insieme nell'epoca della riproduzione.
RIPRODUZIONE
La danza di corteggiamento
del maschio è uno degli spettacoli più belli ai
quali si può assistere. Scelta una pagliuzza, si ferma
nel punto più in vista della gabbia e inizia a cantare
dondolando il capo su e giù. Il canto è molto bello
e ricorda quello dell'allodola.
Una volte ambientata una coppia si riproduce abbastanza facilmente.
Il nido è costituito da una struttura globulare che costruito
indifferentemente sia in una cassettina a frontale aperto che
in un cestino chiuso. Se nel contenitore sono disponibili rami
sempre verdi preferisce costruire ex novo il proprio nido.
La covata comprende di solito 4-6 uova bianche che la femmina
cova per circa 12 giorni. Alla schiusa i genitori necessitano
di una grande quantità di prede vive per allevare i piccoli.
In caso di assenza di mangiare vivo la femmina non scaraventa
i piccoli fuori del nido, come fanno la maggior parte degli astrildidi,
ma continua a riscaldarli fino alla loro morte Conviene, perciò,
affidare le uova ad un'affidabile coppia di passere del Giappone
preventivamente abituate a cibarsi di un pastoncino altamente
proteico. Da notare è che i nidiacei del genere uraeginthus
chiedono il cibo senza alzare la testa, ma dondolandola di traverso,
perciò soltanto poche coppie di passere del Giappone sono
in grado di nutrirli fin dai primi giorni.
E' necessario pertanto selezionare queste coppie di passeri e
riservarli esclusivamente all'allevamento dei piccoli dei componenti
del genere uraeginthus.
I piccoli escono dal nido intorno ai 14 giorni di vita e non sono
ancora in grado di volare. Sono indipendenti dopo almeno altre
tre settimane.
