Genere Uraeginthus

di Enzo Patanè

 "Allevamento Agata"
 

Il genere uraeginthus ci regala probabilmente il più bel gruppo di uccelli africani presenti nei nostri aviari. E' contraddistinto da una colorazione che copre tutte le tonalità del blu, dall'azzurro chiaro al viola intenso. La forma è slanciata, la coda è lunga e affusolata e il portamento è molto agile ed elegante.
Tutti i rappresentanti della famiglia quando importati presentano una certa difficoltà ad acclimatarsi e quindi necessitano, almeno per i primi tempi, di una temperatura di almeno 20°C e cure intense.
I maschi sono molto battaglieri perciò è sconsigliabile alloggiare più coppie insieme onde evitare continue zuffe che invariabilmente portano alla morte di uno dei due contendenti.
Una volta acclimatati risultano però piuttosto robusti e molto inclini a riprodursi. Una coppia in buona salute, se alloggiata in una gabbia ben schermata con tela verde e, ancor meglio, se in presenza di arbusti verdi tenterà sicuramente di riprodursi.
I nidi sono ben fatti, e per la sua costruzione vengono utilizzati preferenzialmente la fibra di cocco e lunghi steli d'erba secca. L'interno viene accuratamente imbottito con cotone e lanugine vegetale ed animale.
Vengono deposte di solito 4-6- uova, ma non sono eccezionali deposizioni di 7-8 uova. Queste vengono covate principalmente dalla femmina, mentre il maschio si limita a scaldarle quando la femmina esce per mangiare e durante la notte insieme a quest'ultima.
La cova dura 12 giorni, al termine dei quali nascono dei piccoli scuri con folto piumino chiaro e un particolare disegno buccale interno.
Tutti i nidiacei del genere uraeginthus hanno la caratteristica di chiedere il cibo piegando la testa di lato e dondolando il collo in modo da mettere in mostra il disegno buccale. Per tale ragione l'allevamento con le balie può presentare qualche problema.
E' necessario pertanto selezionare le coppie di passere del Giappone in grado di allevare questo tipo particolare di nidiacei e fornire loro un pastoncino che, per almeno 10 giorni, deve presentare almeno il 25% di proteine digeribili. In caso contrario i piccoli crescono molto lentamente ed escono dal nido deboli con conseguenze spesso nefaste per il loro destino.
Qualora i legittimi genitori intraprendano l'allevamento dei piccoli, bisogna fornire loro grandi quantità di mangime vivo per la prima settimana e quindi mangime tenero.
I rappresentanti di questo genere sono molto ben presenti negli allevamenti italiani e pertanto si consiglia l'acquisto di soggetti nati in cattività, caratterizzati da anellina di metallo inamovibile, che non necessitano di particolare cure per l'ambientamento e che certamente, se ben alloggiati, si riprodurranno con successo.

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