|
|
|
Il genere uraeginthus ci regala probabilmente
il più bel gruppo di uccelli africani presenti nei nostri
aviari. E' contraddistinto da una colorazione che copre tutte
le tonalità del blu, dall'azzurro chiaro al viola intenso.
La forma è slanciata, la coda è lunga e affusolata
e il portamento è molto agile ed elegante.
Tutti i rappresentanti della famiglia quando importati presentano
una certa difficoltà ad acclimatarsi e quindi necessitano,
almeno per i primi tempi, di una temperatura di almeno 20°C
e cure intense.
I maschi sono molto battaglieri perciò è sconsigliabile
alloggiare più coppie insieme onde evitare continue zuffe
che invariabilmente portano alla morte di uno dei due contendenti.
Una volta acclimatati risultano però piuttosto robusti
e molto inclini a riprodursi. Una coppia in buona salute, se alloggiata
in una gabbia ben schermata con tela verde e, ancor meglio, se
in presenza di arbusti verdi tenterà sicuramente di riprodursi.
I nidi sono ben fatti, e per la sua costruzione vengono utilizzati
preferenzialmente la fibra di cocco e lunghi steli d'erba secca.
L'interno viene accuratamente imbottito con cotone e lanugine
vegetale ed animale.
Vengono deposte di solito 4-6- uova, ma non sono eccezionali deposizioni
di 7-8 uova. Queste vengono covate principalmente dalla femmina,
mentre il maschio si limita a scaldarle quando la femmina esce
per mangiare e durante la notte insieme a quest'ultima.
La cova dura 12 giorni, al termine dei quali nascono dei piccoli
scuri con folto piumino chiaro e un particolare disegno buccale
interno.
Tutti i nidiacei del genere uraeginthus hanno la caratteristica
di chiedere il cibo piegando la testa di lato e dondolando il
collo in modo da mettere in mostra il disegno buccale. Per tale
ragione l'allevamento con le balie può presentare qualche
problema.
E' necessario pertanto selezionare le coppie di passere del Giappone
in grado di allevare questo tipo particolare di nidiacei e fornire
loro un pastoncino che, per almeno 10 giorni, deve presentare
almeno il 25% di proteine digeribili. In caso contrario i piccoli
crescono molto lentamente ed escono dal nido deboli con conseguenze
spesso nefaste per il loro destino.
Qualora i legittimi genitori intraprendano l'allevamento dei piccoli,
bisogna fornire loro grandi quantità di mangime vivo per
la prima settimana e quindi mangime tenero.
I rappresentanti di questo genere sono molto ben presenti negli
allevamenti italiani e pertanto si consiglia l'acquisto di soggetti
nati in cattività, caratterizzati da anellina di metallo
inamovibile, che non necessitano di particolare cure per l'ambientamento
e che certamente, se ben alloggiati, si riprodurranno con successo.
Per saperne di più: