GRANATINO VIOLACEO
(Uraeginthus ianthinogaster)
di Enzo Patanè
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"Allevamento
Agata" |
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Nome scientifico: Uraeginthus ianthinogaster
Nome inglese: Purple Grenadier
E' il più comune e facilmente riscontrabile
granatino presente negli allevamenti italiani. Insieme al cugino
Granatino rappresenta uno degli astrildidi di maggiore bellezza
ed eleganza e il maschio di questa specie non passa certamente
inosservato in un aviario.
DISTRIBUZIONE
Kenya centromeridionale e centro nord della
Tanzania. La sottospecie "ugandae" proviene dalla parte
estrema sud orientale del Sudan e dalla parte meridionale dell'Etiopia.
E' presente in modo discontinuo in Somalia e nel nord del Kenya
e dell'Uganda.
E' un uccello abbastanza timido che raramente si avvicina ad insediamenti
umani preferendo le dense macchie di acacia.
DESCRIZIONE
E' un uccello lungo intorno ai 14 cm. La livrea
del maschio adulto è di grande effetto Guance, petto, parti
inferiori e codione blu intenso o viola purpureo. Testa e ali
bruno ruggine e coda nera. Becco e nello perioculare rossi.
La femmina ha una livrea più modesta e presenta una livrea
quasi totalmente bruno-ruggine ad esclusione della zona oculare
azzurro chiaro e del codione viola.
Il sesso dei giovani è determinabile molto precocemente
in quanto la zona intorno all'occhio nel maschio si colora, già
a 40 giorni di vita, di viola mentre le femmine assumono il colore
azzurro tenue delle adulte.
MANTENIMENTO E ALIMENTAZIONE
Appena importato necessita di caldo e di cure
in quanto piuttosto delicato ma, una volta acclimatato risulta
piuttosto rustico e ben si adatta alla vita in gabbia. E' un uccellino
molto forastico che però, se ben accudito, si addomestica
molto rapidamente arrivando a riprodursi anche in gabbie da cova
schermate. Necessita di una miscela di semi di tipo A, verdura.
Il mangime vivo è essenziale per mantenerlo in buona salute.
Può essere alloggiato in gabbie di 45 cm di lunghezza,
ma per mantenere integro il piumaggio, peraltro molto delicato,
occorre alloggiarlo in una gabbia di almeno 100 cm o in gabbione.
COMPATIBILITÀ
E' un uccello molto aggressivo che conviene
alloggiare isolato da altre specie in quanto in grado di uccidere
i compagni di prigionia. Il maschio raggiunge molto velocemente
la forma amorosa e se non contraccambiato dalla femmina la maltratta
fino a provocarne la morte. Nella malaugurata evenienza che quest'ultima
muoia bisogna assolutamente evitare di inserire una nuova femmina
nella gabbia del maschio. Il maschio, estremamente territoriale,
potrebbe inseguirla ed ucciderla in pochi minuti. Occorre mettere
la femmina a contatto visivo del maschio, ma separata da una griglia
per qualche settimana e comunque fino a che quest'ultimo non mostri
più segni di nervosismo e sosti tranquillo nelle vicinanze
della femmina.
Una volta messi a contatto diretto occorre comunque osservare
con discrezione il comportamento del maschio per ridividere la
coppia al minimo accenno di aggressività del maschio.
RIPRODUZIONE
Una coppia ben alloggiata si riprodurrà
abbastanza prontamente Il maschio costruirà un nido all'interno
di una cassetta nido semi aperta o, se presenti arbusti nella
parte alta della gabbia costruirà il nido globulare caratteristico
della specie ancorandolo direttamente ai rami. Il maschio in amore
emette continuamente trilli acuti e prolungati molto simili a
quelli emessi dai rappresentanti del genere Erythrura.
La covata comprende di solito 4-6 uova bianche che la femmina
cova per circa 12 giorni. Alla schiusa i genitori necessitano
di una grande quantità di prede vive per allevare i piccoli.
In caso di assenza di mangiare vivo la femmina espelle i piccoli
fuori dal nido. Conviene, perciò, affidare le uova ad un'affidabile
coppia di passere del Giappone preventivamente abituate a cibarsi
di un pastoncino altamente proteico. Da notare è che i
nidiacei del genere uraeginthus chiedono il cibo senza alzare
la testa, ma dondolandola di traverso, per cui soltanto poche
coppie di passere del Giappone sono in grado di nutrirli fin dai
primi giorni.
E' necessario pertanto selezionare queste coppie di passeri e
riservarli esclusivamente all'allevamento dei piccoli dei componenti
del genere uraeginthus.
I piccoli escono dal nido intorno ai 14 giorni di vita e non sono
ancora in grado di volare. Sono indipendenti dopo almeno altre
tre settimane.
